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DEFIBRILLATORI NEI LUOGHI PUBBLICI

operatore della croce rossa che guarda un defibrillatore

È stata approvata il 28 luglio in via definitiva dalla Commissione Affari Sociali della Camera in sede legislativa la legge che prevede la diffusione dei defibrillatori nei luoghi pubblici e di lavoro; e di percorsi formativi ad hoc nelle scuole. Ad annunciare l’approvazione del provvedimento è il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulé, promotore dell’iniziativa, che parla di una «legge attesa da 20 anni in Italia che da sempre ho definito “salva vita” perché permetterà appunto di salvare migliaia di vite ogni anno, di diffondere cultura di prevenzione e primo soccorso. Oggi è stato colmato un vuoto normativo tutto italiano».

Obbligo di dotazione per le pubbliche amministrazioni

La legge è stata approvata all’unanimità ed in via definitiva dopo un iter lungo due anni e ha l’obiettivo di promuovere l’utilizzo e la diffusione dei defibrillatori. Anche dai Cinque Stelle commenti positivi: «Siamo orgogliosi di un provvedimento che promuove la cultura della sicurezza e del primo soccorso: così sarà più facile trovare defibrillatori nei luoghi pubblici e contribuire a salvare molte vite. Non dobbiamo dimenticare che l’arresto cardiaco causa oltre 60mila vittime ogni anno. Quella appena approvata è una norma di civiltà», dichiarano le deputate M5s Marialucia Lorefice e Gilda Sportiello, rispettivamente presidente e capogruppo della commissione Affari sociali. Soddisfazione anche dalla Lega: «Il Parlamento scrive una bella pagina a tutela della vita e della salute», afferma una nota del partito. La capogruppo Cd Mara Lapia sottolinea l’obbligo per la dotazione dello strumento salvavita da parte delle pubbliche amministrazioni. E aggiunge: «Se da un lato obbligherà le pubbliche amministrazioni, i porti, gli aeroporti, le stazioni ed altri luoghi caratterizzati da alto afflusso di pubblico a dotarsi di un importante strumento salvavita quale è il defibrillatore, dall’altro introduce importanti aspetti di novità anche all’interno del codice penale italiano».

Nessuna responsabilità penale

Poi c’è anche un’altra novità, che viene illustrata da Lapia: «Si prevede che in situazioni di emergenza, qualora si assistesse ad un evento di arresto cardiaco e si avesse la possibilità di utilizzare un defibrillatore automatico o semiautomatico, non vi sarà più alcun rischio di dover eventualmente rispondere penalmente per eventuali manovre errate nell’utilizzo dello strumento stesso. Si tratta di consentire a chiunque si ritrovasse in uno stato di necessità nel dover utilizzare il defibrillatore in contesti extraospedalieri, di poter agire anche laddove il soggetto non fosse adeguatamente formato al suo utilizzo. Questo passaggio, accompagnato da campagne di sensibilizzazione e informazione e da una capillare azione di formazione sull’utilizzo dello strumento salvavita, servirà ad incentivare l’utilizzo del Dae in caso di emergenza».

Il parere degli esperti

Andrea Scapigliati, past president e membro del consiglio direttivo di Irc, Italian Resuscitation Council, società scientifica senza scopo di lucro, riconosciuta dal Ministero della Salute, che unisce medici e infermieri esperti in rianimazione cardiopolmonare e che ha contribuito alla definizione dei contenuti della legge grazie alle audizioni in Commissione Affari Sociali della Camera osserva: «La nuova legge sui defibrillatori automatici esterni rappresenta una tutela per la vita e la salute delle persone perché introduce elementi che migliorano il primo soccorso in caso di arresto cardiaco. È importante che si arrivi a un’applicazione rapida ed efficace del testo di legge attraverso, per esempio, l’introduzione di criteri uniformi per la diffusione dei Dae, i defibrillatori automatici esterni, nei luoghi pubblici e negli impianti sportivi, la creazione di una mappa nazionale geolocalizzata dei Dae che permetta di individuarli rapidamente grazie alle applicazioni per cellulari e l’avvio della formazione a scuola. È obiettivo di Irc continuare a collaborare con le istituzioni per la sensibilizzazione e la formazione dei cittadini sul primo soccorso».

Oltre 60.000 gli arresti cardiaci in Italia

In Europa – spiega Scapigliati – si verificano ogni anno circa 400.000 arresti cardiaci (60.000 in Italia) e si stima che solo nel 58% dei casi chi assiste intervenga con le manovra salvavita (massaggio cardiaco, ventilazioni) e nel 28% dei casi con il defibrillatore. La percentuale di sopravvivenza è dell’8% senza defibrillatore, stando allo studio“ Survival after out-of-hospital cardiac arrest in Europe – Results of the EuReCa TWO study”. «Le misure previste dalla nuova legge si propongono pertanto di coinvolgere maggiormente i cittadini nel primo soccorso e di dare loro gli strumenti per farlo: oltre ai 10 milioni di euro per l’installazione dei Dae in luoghi pubblici molto frequentati, all’obbligo di insegnamento a scuola delle manovre di primo soccorso e all’obbligo per le società sportive di dotarsi di defibrillatore, è previsto per esempio l’obbligo per il 118 di fornire ai cittadini le istruzioni telefoniche per riconoscere l’arresto cardiaco, per fare il massaggio cardiaco e per utilizzare il Dae e l’introduzione di applicazioni per la geolocalizzazione dei Dae. Molte di queste innovazioni sono presenti anche nelle nuove linee guida europee sul primo soccorso recentemente aggiornate e pubblicate da European Resuscitation Council (Erc)».

Articolo del “Corriere”, 28/07/2021

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